Niente accade per caso
Nascosi il viso tra le mani cercando di non piangere, dovevo mantenere la calma, ma dentro di me stava montando un ingestibile senso di panico. Affrontare la situazione. Al più presto possibile. I messaggi nella mia testa arrivavano chiaramente, ma … Continua a leggere →
“Emma non è qui. Difficilmente potrà rispondere al telefono”. Paolo rispose così e quell’avverbio, “difficilmente”, iniziò a bastonarmi la testa. “Cosa? Che vuol dire Emma non è qui? Perché hai il suo telefono allora!” Urlai la mia domanda attirando gli sguardi … Continua a leggere →
Io e Penny eravamo stanche di ascoltare Jona, intenta nel suo interminabile discorso pre sfilata, la serie di: dovete fare, dovete dire, quel pomeriggio, divenne interminabile e più pesante dell’ordinario. Io non stavo più nella pelle tanto era il bisogno … Continua a leggere →
Penny iniziò a passarmi i suoi appunti, gli stampati e le fotografie, un foglio per volta, alla velocità di un nastro trasportatore, mi sommerse di carta. ”Ma quanta roba mi dai?” Le chiesi sorridendo. ”Tutto quello che ti serve, dai sbrigati, mancano … Continua a leggere →
Le parole di Marla furono una doccia d’acqua gelida, dolorose come spilli sulla pelle. Non riuscii neanche a risponderle, soffocata dal male che avevo provato al solo pensiero di perdere la mia compagna ed il suo amore. Il mio ex … Continua a leggere →
Osservare Albert a lavoro era davvero coinvolgente, anche dal tappeto ancora vuoto della passerella era capace di tirare fuori la vitalità. I suoi scatti emanavano energia. Spostandomi, via via che il campo di lavoro si allargava per immortalare più spazio … Continua a leggere →
Attraversai la grande sala al piano terra quando mi sentii rincorrere e prendere una mano da dietro. Il cuore, quasi mi saltò fuori dal petto. “Accidenti, mi hai fatto prendere un colpo!” Urlai, ad Albert, il fotografo, attirando lo sguardo dei custodi . “Ma … Continua a leggere →
Immobile, in fuga dal fragore dei miei pensieri e circondata dall’attività dei colleghi all’interno crashoff, per la prima volta nella vita sentii la somiglianza con mia madre, mi rividi in lei che, quando aveva preoccupazioni dolorose, era solita sedersi in … Continua a leggere →
“Lasciami”. Dissi tentando di liberarmi dalla sua presa.“Lasciami immediatamente”. Ripetei con la voce strozzata tentando di arretrare, ma senza riuscire a muovermi e staccarmi da lui. “Sei patetico, Paolo. Non sei mai andato oltre Fregene ed ora vieni qui a … Continua a leggere →
Il cameriere ci distolse dai nostri discorsi, ordinammo il pranzo ad un ragazzino dai capelli rossi fuoco e la faccia da canaglia che aveva portato pane caldo e burro. Iniziai a spilluzzicare i piccoli panini ed in pochi minuti, sotto … Continua a leggere →