Un orgasmo da Oscar!

Parliamo di sesso. Ho ottenuto la vostra attenzione, vero? Dopotutto, son parecchi mesi che non tocco l’argomento e ne sento un po’ la mancanza.

In realtà, devo distrarmi ed ignorare con la sola forza del pensiero la presenza, a pochi passi da me, di un barattolo lussurioso e golosamente pericoloso di Nutella. Quindi, massima concentrazione su un argomento allettante e quanto mai interessante, per alcuni o alcune un tantino scomodo: ovvero perché le donne fingono l’orgasmo?!

Non sprecate tempo nel tentativo di costruire un’obiezione pressoché credibile, perché le statistiche vi smentirebbero spudoratamente e si sa che spesso i numeri mostrano una sincerità disarmante. Partiamo perciò da quel 70% di donne che ignora totalmente cosa sia l’orgasmo con il proprio partner. Non un friccico, non un solletichino, non un prurito….Niente. Quanto sarà entusiasta Lui di scoprirlo così? Poi si passa ad un 54% che ammette candidamente di aver riproposto al partner di turno, almeno una volta nella vita, la famosa scena di Harry ti presento Sally. Son sicura che a questo punto, Lui inizierà a guardarvi con circospezione e sospetto. Infine, esiste un 10% che contraddistingue la categoria del mentire-sempre e comunque. Poveretto Lui: non gli rimane adesso che consultare uno psichiatra…ma veramente bravo!

Facendo due conti “alla buona”, come si suole dire, non è difficile comprendere come la maggior parte dei signori uomini sia stata inevitabilmente vittima inconsapevole delle nostre performance da attrici consumate. Dopotutto per il genere maschile, scoprire che la propria compagna mente in quel frangente lì, può davvero rappresentare un pesante trauma da risanare. Trauma a parte, l’interrogativo sorge spontaneo: ma perché si finge l’orgasmo? In proposito esistono una marea di ricerche e studi scientifici, a dimostrazione di quanto il fenomeno sia piuttosto diffuso e per questo oggetto di approfondite analisi. Da un’attenta lettura, è infatti possibile riconoscere motivazioni alquanto profonde e radicate, tali da guidare le donne verso interpretazioni degne di un premio Oscar. Su tutte primeggia la paura di perdere il proprio uomo e la simulazione di un piacere che non c’è rappresenterebbe anche un ottimo deterrente all’infedeltà maschile. A quanto pare, sospiri, gemiti e gridolini a mo’ di scimmie urlatrici contribuirebbero ad alimentare l’ego maschile ed accentuerebbero la propensione dell’uomo a rimanere accanto ad una donna sessualmente soddisfatta. Seppur la faccenda faccia sorridere, poiché da qualunque angolo la si voglia guardare, Lui non ci ricava proprio una gran bella figura, rasentando quasi i tratti parossistici della peggior commediola all’italiana, la scienza al contrario considera le “simulazioni orgasmiche” come un elemento evolutivo del genere femminile. Sostanzialmente, fingere consentirebbe a Lei di attuare nuove strategie e rafforzare così il rapporto con il proprio partner, creando di conseguenza una sorta di favoritismo esclusivo sulle eventuali rivali.

Del resto, però, l’ignoranza femminile, intesa come incapacità della donna di conoscere a fondo il proprio corpo, il suo funzionamento e le annesse reazioni, costituisce un’altra principale causa per cui simulare l’orgasmo diventa cosa buona e giusta. L’identikit della donna, appartenente a tale gruppo, è pressoché immediato: è una Lei che non ha mai ceduto al piacere della masturbazione, in quanto suggestionata (negativamente) da antichi retaggi religiosi e culturali che condannavano i praticanti dell’atto “peccaminoso” alla dannazione eterna…..o nei casi meno gravi alla cecità improvvisa. Se poi a tutte queste credenze medievali, si aggiunge la circostanza di esser ancora impantanate nella diatriba “se sia meglio un orgasmo di tipo vaginale rispetto ad un orgasmo di tipo clitorideo”, direi che la sensazione e la paura di esser bollate dal proprio compagno come difettose o, peggio, frigide rappresentino la ciliegina sulla torta.

Si mente dunque per becero opportunismo, quel tipo di opportunismo che stravolge l’adagio popolare e lo adatta alle proprie insicurezze, ovvero “meglio male accompagnata che sola”; si mente per vergogna ed assenza di una piena e consapevole libidine femminile; si mente infine perché è il “mestiere” che lo impone, quello legato al mondo della prostituzione o della pornografia.

Al di là della veridicità delle tesi scientifiche, sento la necessità di riproporre nuovamente l’interrogativo: perché, perchè fingere?!? Perché far credere a Lui di essere uno strepitoso amante, quando, al contrario, non riesce neanche a provocarci l’ombra di un prurito? Per quale motivo la donna dopo di noi dovrebbe patire lo stesso supplizio? E’ questo dunque il momento di rispolverare un po’ di sana solidarietà femminile.

Tuttavia, bisogna anche ammettere che laddove Lui s’impegni come un dannato, toccando e stimolando i punti giusti, non è del tutto improbabile che sul nostro viso possa comparire inaspettatamente un’espressione da non-me-ne-può-fregar-de-meno e allora lì diventan guai. D’altronde, la mancanza di una particolare predisposizione mentale nell’accogliere il piacere derivante dall’attività sessuale, non necessariamente significa che in noi ci sia qualche problema, ma semplicemente che le nostre sinapsi cerebrali non sono connesse tra loro, ma lontane anni luce da ciò che si sta vivendo in quel preciso istante. I pensieri purtroppo s’intrippano in una spirale che spazia dalla riunione di lavoro del giorno dopo, alla montagna di panni da stirare e sino all’onnipresente “cosa mi metto domani”. In altre parole, non è giornata da dedicare al sesso!

Probabilmente è da questo punto in poi che s’innesca quel pericoloso circolo vizioso da cui diventa quasi impossibile uscirne: in Lui crescerà prepotentemente la consapevolezza di essere il nuovo Rocco Siffredi, mentre Lei svilupperà nuovi accordi vocali, accompagnati da una mimica altrettanto efficace, che non modificheranno di una virgola la sua condizione da insoddisfatta infelice.

Attenzione, però, sto per darvi uno scoop che potrebbe attenuare l’insoddisfazione di cui sopra. Domanda: è legittimo sprecare un repertorio così a lungo costruito? Risposta con soluzione: Assolutamente no! Lo si può sfoggiare partecipando allo stravagante Air Sex World Championship e liberare così in un colpo solo il proprio talento amatorio ma simulatorio. Il meccanismo è piuttosto semplice: si sale su un palco e si finge per circa due minuti l’atto sessuale con tanto di giuria giudicante e colonna sonora a scelta. Pertanto, ampio sfogo a gemiti esageratamente eccitati e coloriti, così come allo strabuzzamento delle orbite oculari. E pensare che alcune ottengono il medesimo risultato pensando ad un paio di Jimmy Choo in omaggio! Via libera inoltre alla roteazione delle Pelvi coordinata con quella della testa, evitando accuratamente una potenziale lussazione ed il rischio di sembrare una moderna Linda Blair.

Un consiglio però mi preme lasciarlo a chi volesse sperimentare in tal senso la propria vena esibizionista: l’ironia rappresenta uno degli elementi imprescindibili per una performance vincente. Pertanto se ne siete sprovviste, allora rimanete al sicuro delle pareti domestiche.

Ad ogni modo, tralasciando i facili umorismi ed i casi patologici, la negazione di un piacere dovrebbe esser considerata un reato perseguibile per legge! Troppo drastica? Okay, ridimensiono. Fingere una passione inesistente non è mai una soluzione ragionevole, neanche quando il rapporto che si sta consumando è più prossimo all’apatia che alla voluttà. Ogni “ohhh…sì, sì…ahhh…ancora, sì…sì” non sarà differente da quello simulato ieri, da quello che si sta simulando ora o da quello che si simulerà domani e domani ancora. Alla fine saranno espressi tutti con la stessa cantilena e le donne che seguiranno questo andamento si autoescluderanno dalla possibilità di comprendere davvero cosa significhi acme del piacere, rinunciando così non solo alle cinquanta sfumature di grigio, rosso, nero…ma all’intera tavolozza di Giotto!

L’erotismo, sprigionato durante l’atto sessuale, non può e non deve essere ignorato o, peggio ancora, associato ad una mera attività da “aggrovigliamento lenzuola” poiché la palestra costa troppo. Si abbandoni inoltre l’idea di considerare tale atto come un puro dovere coniugale, al quale bisogna necessariamente sottomettersi al fine di compiacere il proprio compagno, perché ciò rientra in diktat culturali, sociali e/o religiosi.

Che scegliate l’etichetta Sesso o quella del sacro Amore per poter giustificare la vostra personale ricerca del piacere, non ha alcuna importanza. Si tratterà sempre di un modo, di una dimensione in cui incontrarsi e concedersi reciprocamente momenti di intensa passione. Dopotutto….. “La carne è incompatibile con la carità: l’orgasmo trasformerebbe anche un santo in lupo”. [Emil Cioran]

Scritto in Pensieri (F)utili di una strega per bene - TAG: donne, orgasmo, sesso

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