Siamo tutti teledipendenti? Intervista a Platinette

Amata-odiata televisione. Tutti, o quasi, la criticano, ma diciamoci la verità, sono, pochi, pochissimi quelli che non la guardano. Mi viene in mente il “Grande Fratello”, che “ufficialmente” nessuno segue, peccato poi che se ne parli a tutte le ore dal parrucchiere o in tabaccheria e, infatti, sta per tornare con l’edizione numero 13.

Quasi inesistente invece il numero dei “rivoluzionari”, ovvero mosche bianche che per partito preso dichiarano: “In questa casa ci sto io, oppure la tv”. Sembra quasi un colpo di stato!

E poi ci sono quelli che vivono il piccolo schermo come una calamita da cui non ci si può dividere. Divorano programmi dalla mattina alla sera, un po’ per piacere e un po’ per dovere.

“Dici bene”, ammette Mauro Coruzzi, in arte Platinette. “Per chi come me scrive recensioni (su Di Più e Di Più Tv n.d.r.) è sicuramente un dovere, ma cerco sempre di osservarla con gli occhi di un telespettatore qualsiasi e non con quelli dell’addetto ai lavori. Di natura continua a non piacermi quella tv che esplode in colori saturi ed esagerati un po’ alla Almodovar e cerco ancora una spiegazione del perché la fiction italiana non sia stata colpita dalla crisi degli ascolti”.

Che cosa guardi invece con piacere? 

“Recentemente ho adorato il film tv Il bambino cattivo di Pupi Avati, semplicemente strepitoso! Non mi perdo una puntata di Amici e guardo C’è posta per te per affetto verso Maria… piango come un bambino. Aspetto i grandi eventi alla Celentano e Morandi, nella speranza di vedere presto su quel palco Patty Pravo o Rita Pavone”.

Tu che hai una venerazione per Mina e segui la Carrà a The Voice, con chi rimetteresti in piedi uno dei loro più grandi successi, Milleluci?

“Rifare Milleluci sarebbe un errore in primis perché son cambiati i tempi e poi perché non abbiamo star di quel calibro. Le uniche in grado di richiamare il grande pubblico, per vocalità e internazionalità, sono Laura Pausini, più simile alla Carrà e Alessandra Amoroso, una seconda Mina. Vederle assieme sarebbe un bel colpo e un successo assicurato”.

A proposito di Alessandra Amoroso, cosa ne pensi del suo disco targato Tiziano Ferro?

“Il disco è molto bello, ma non sta avendo il riscontro che merita. La colpa è dell’immagine di Alessandra, decisamente sbagliata. E’ troppo distante dal suo pubblico di riferimento: prima era una ragazza di provincia un po’ frignona, oggi è una donna sofisticata alla Celine Dion. Prima di giocare alla star internazionale bisogna diventarlo, ma mi ripeto, è l’unica dopo la Pausini a poter tentare il salto all’estero”.

Ti puoi definire un telefilm addicted?

“Quando si tratta di programmi tv guardo quasi esclusivamente le donne, mentre nei telefilm sogno ad occhi aperti con gli uomini… e che uomini! Ho una venerazione per Arrow e il suo palestratissimo protagonista Stephen Amell, ma anche nelle altre serie tv che seguo, Cold Case, Senza Traccia e Criminal Minds, c’è un bonone”.

Cosa salvi del 2013 televisivamente parlando?

“Su tutti promuovo due uomini completamente diversi tra loro: Costantino della Gherardesca e Paolo Ruffini. Il primo, col suo fare cinico e snob, è riuscito in maniera miracolosa a passare da concorrente a conduttore di un reality. Il secondo è l’esempio lampante di un avvenuto ricambio generazionale. E’ un trentenne simbolo della rete, Italia 1, che lo manda in onda. Unico appunto… salviamo le vecchie glorie! Pippo Baudo non deve mica replicare Fantastico, bisogna trovargli un contesto diverso, perché la tv ha bisogno anche di lui”.

E per questo 2014 cosa intravedi?

“Il terzo polo non è più Sky, ma Real Time. L’ultimo programma di Benedetta Parodi, Back off Italia, è stato un successo pazzesco, su un canale che io non so neanche dov’è, quindi significa che la gente si è messa li col telecomando a cercarlo. La generalista deve guardare a quel tipo di tv: programmi meno tagliati e meno montati, ma decisamente più reali. Trovo geniale Io e la mia ossessione e realizzerei documentari e biopic. Punto su ciò che non si è ancora prodotto, guarderei ancora un talent, ma decisamente senza balletti e canzoni”.

Scritto in Cinema & Tv, Fattore Gerax

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