Pomodoro volante…? No, solo idroponico!

Martedì mi trovavo ospite dell’elegante ristorante Molto di Roma, per provare “La Miglior Pasta Pomodoro e Basilico”, frutto dell’unione di Pasta Verrigni, pomodoro idroponico e basilico idroponico della Ferrari Farm.

Spinto dall’ottima impressione avuta dal prodotto, ho deciso di condividere con voi questa scoperta.

Ma cos’è la coltura idroponica?

All’interno del podere, la Ferrari Farm coltiva piante da frutto in accordo con il regolamento CE per le produzioni biologiche e si è dotata di mezzi tecnologici d’avanguardia per condurre attività di ricerca e produzione agricola per la commercializzazione di prodotti di alto livello qualitativo.

L’azienda si è voluta dotare di un impianto di avanguardia per realizzare prodotti alimentari decontaminati ricavati prevalentemente da colture idroponiche fuori terra. L’obiettivo è quello di ottenere colture assolutamente indipendenti dagli agenti ambientali (clima, contaminanti, batteri, virus, animali, ecc…) e di realizzare sperimentazioni di colture simulando anche condizioni climatiche avverse.

Gli impianti sono stati realizzati integrando le tecnologie più avanzate ed includono la gestione elettronica automatizzata per il comando e controllo della crescita vegetale in serre ermetiche di nuova generazione ed impianti di produzione e conservazione integrati in una gestione semiautomatica computerizzata.

Di sicuro un’innovazione da tenere in considerazione, sia per gli aspetti produttivi a basso impatto e a basso rischio di contaminazioni, sia per la possibilità di coltivare durante tutto l’anno e con clima avverso.

E l’aspetto straordinario è che non parliamo di ogm o di trattamenti chimici, ma di una coltura fuori terra che “presenta degli evidenti vantaggi in situazioni ambientali dove il substrato non è in condizione di far crescere la coltura in modo ottimale, come ad esempio roccia o terreni eccessivamente sabbiosi. Un altro vantaggio di questo tipo di coltivazione è il minor utilizzo di acqua per ottenere il medesimo risultato, indicativamente di un decimo rispetto alla coltura in terra, rendendo questo sistema particolarmente utile in quelle situazioni ambientali dove la scarsità di acqua rende difficile o addirittura impossibile la coltivazione di ortaggi. Da non sottovalutare l’aspetto ambientale visto che l’utilizzo dei fertilizzanti è mirato e non ci sono dispersioni nel terreno; l’utilizzo di diserbanti è assente, mentre l’utilizzo di antiparassitari è decisamente ridotto.” (wiki)

Sono rimasto molto affascinato da questo aspetto, tanto da promettervi di condurre ricerche dettagliate per poter condividere nuovamente con voi questa tematica. Dopo tutto… Mangiamoci Chiaro!

 

Scritto in Mangiamoci Chiaro - TAG: blog, cucina

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