Intolleranze al glutine e al lattosio. Cosa mangiare e cosa no

Sempre più comuni e frequenti sono ormai le intolleranze che colpiscono gran parte della nostra popolazione. Quelle più diffuse ultimamente sono al lattosio ed al glutine. Per la prima sarà dunque indispensabile dosare il consumo di proteine del latte. Così facendo però, rinunci anche alle migliori fonti di vitamina D e di calcio, che servono a proteggere la salute delle tue ossa.

COME FARE?

Innanzitutto,  cibi come la  carne, il pesce e le uova, contengono alte concentrazioni di vitamina D, la  stessa che non puoi più assumere con il latte. E il calcio? Questo prezioso minerale lo puoi trovare nelle erbe aromatiche, con cui puoi iniziare ad insaporire qualsiasi alimento, o ancora, si può assumere il latte delattosato (solo se ben tollerato) ed aumentare il consumo di vegetali ricchi in calcio biodisponibile (ad esempio legumi, cime di rapa, cavoli e broccoli). Anche il pesce e le noci sono ottime fonti di calcio.

Bisogna poi tener conto del fatto che molte intolleranze differiscono da individuo ad individuo, poiché la gravità dell’intolleranza al lattosio è proporzionale al deficit di lattasi: normalmente, il soggetto intollerante al lattosio sopporta il consumo di formaggi a pasta dura, perché particolarmente poveri di questo zucchero rispetto a quelli freschi ed ai latticini. Anche lo yogurt è tollerato da alcuni individui, dato che il lattosio in esso contenuto viene predigerito dai batteri.

È importante inoltre, fare molta attenzione ad alcuni farmaci poiché il lattosio viene infatti addizionato come eccipiente a farmaci ed integratori vari, e si ritrova – seppur in piccole quantità – in diversi prodotti alimentari. Tra questi ultimi ricordiamo:

Pane ed altri prodotti da forno; cereali trasformati, come i corn flakes per la prima colazione ; patate precotte, minestre, bevande per prima colazione; margarina; carne e salumi; condimenti per insalate; caramelle, merendine ed altri snack, gelati, cioccolato, preparati per cioccolata calda; preparati per frittelle, biscotti e dolci; carne tritata; il latte di soia non contiene lattosio; tuttavia, per la presenza di altri zuccheri tipici dei legumi (ad esempio lo stachiosio) può sporadicamente riprodurre i sintomi di una intolleranza al lattosio.

Non dimenticate dunque di leggere sempre bene le etichette degli alimenti.

Per quanto concerne l’intolleranza al glutine, sempre più diffusa ormai, l’eliminazione totale di questa sostanza dalla propria alimentazione è necessaria. Il glutine non è una proteina fondamentale nella nostra alimentazione. Eliminarlo non crea quindi squilibri nutrizionali.

Tutto ciò che è preparato con farina di frumento, con orzo, segale, malto deve essere evitato. Sono inclusi in questa categoria anche i prodotti alimentari confezionati che contengono questi cereali. La pasta, i dolci, il pane e simili (grissini, cracker…) non possono essere mangiati quando sono preparati con segale, frumento, orzo. Da evitare, naturalmente, anche carni e verdure impanate e infarinate.

Attenzione anche ad alcuni alcoolici: la birra, per esempio, è fermentata con il malto ed è quindi vietata. Anche whisky, vodka e gin non sono permessi. Alcuni cibi che possono essere mangiati senza problemi: frutta, verdura e legumi, formaggi e latticini, tutti i tipi di carne, di pesce e di olio, salumi, riso, uova, zucchero, miele. Alcuni alimenti commestibili per gli ammalati di celiachia possono servire per la preparazione di pane, pasta e dolci: miglio, mais, patate, soia, sesamo, grano saraceno.

Le bevande analcoliche, anche gassate, non contengono glutine e possono, di conseguenza, essere bevute senza problemi. Fra le bevande alcooliche è possibile bere vino, spumante e grappa (fate attenzione, però, che non siano addizionati con sostanze che contengano glutine). Anche in questo caso, è fondamentale sempre leggere gli ingredienti di ogni prodotto. Rivolgersi a centri specializzati che possano istruirvi al meglio sulle nuove abitudini alimentari. Non si può aimè “guarire” da questo tipo di intolleranze, ma si può certamente convivere in maniera equilibrata e sana.

 

Francesca Falchi


 

Scritto il 22.05.2012 in Salute - TAG: benessere, salute

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