Non c’è nulla di male in un avventura, una notte di sesso, che il nostro lui sia uno sconosciuto o un conoscente. Quello che può esserci di sbagliato è affrontare il sesso in modo superficiale. Avere un rapporto non è solo limitato al piacere fisico e mentale che ne possiamo ricavare. Il sesso è come l’alcool, possiamo sballarci, ma dobbiamo stare attenti altrimenti ci ritroviamo a passare da una serata di baldoria ad una serata abbracciate alla tazza del water, che nel caso del sesso può trasformarsi in una serata lunga nove mesi.
Ancora oggi mi chiedo come sia possibile, con tutti i metodi anticoncezionali che esistono sulla faccia della terra, trovarsi in una situazione simile. La passionalità, l’alcool, il lasciarsi andare, la stupidità. Nessuna di queste mi sembra una motivazione valida. Forse un po’ la stupidità.
Ma una volta che la frittata è fatta, cosa bisogna fare?
Prima di tutto mantenere la calma. E pensare. Pensare non significa stare lì a chiedersi cosa abbiamo fatto, come è successo o chi è il padre. Se non abbiamo un partner stabile, e per partner stabile intendo un fidanzato con il quale si ha intenzione di trascorrere la vita intera, chiedersi chi sia il padre è l’ultima delle nostre preoccupazioni. Pensare significa guardarsi dentro e stabilire qual’è la nostra situazione, cosa vogliamo per noi stesse e per un figlio, stabilire quali siano le nostre priorità
Saremo in grado di crescerlo, di affrontare una evoluzione simile, di non fargli mancare nulla? Partendo dal presupposto che una cosa di base già gli manca: una famiglia. Perché, per quanto un uomo (nel caso si riuscisse a risalire al padre) possa prendersi le sue responsabilità e accettare una cosa del genere, non esisterà mai una famiglia e al giorno d’oggi, un figlio dovrebbe essere l’unione di due anime complementari concordi sulla volontà di dare alla luce una nuova vita, nella piena coscienza delle responsabilità che questo porterà.
Vi aspettavate una complicazione del genere per una misera oretta di sesso, magari anche scadente?
Giovanna Longobardo