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Una pratica alquanto singolare sta contagiando i datori di lavoro d’oltreoceano. Ai candidati, infatti, dopo aver sostenuto un regolare colloquio, viene chiesto di fornire agli esaminatori la password del proprio profilo Facebook.

Questa operazione permetterebbe quindi agli esaminatori di analizzare la personalità del candidato e studiarne il profilo a 360 gradi. Se però ci sono agenzie private e governative che durante il colloquio fanno scattare la “proposta indecente”, ce ne sono altre che grazie ad una serie di software riescono a studiare, senza che il candidato ne sia a conoscenza, tutte le informazioni contenute nel suo profilo virtuale.

Questo tipo di pratica risulta decisamente incomprensibile. Il monitoraggio del candidato, potrebbe avvenire, dopo l’assunzione, e solo nel caso in cui si sospetta un comportamento scorretto del candidato nei confronti dell’azienda. Anche se, allo stato attuale, un profilo facebook rappresenta una sorta di “casa” dell’utente e chi può sindacare su cosa un potenziale dipendente può o meno condividere sul suo “muro dei pensieri” personale?

Anche i vertici del social network hanno dichiarato di essere decisamente perplessi nei riguardi di questa pratica. Erin Egan, portavoce di Zuckerberg, ha infatti dichiarato: << la pratica mina le aspettative di privacy e di sicurezza sia dell’utente che degli amici dell’utente, configurandosi come un atto illegale>>.

E voi? Per accaparrarvi il tanto agognato posto di lavoro cedereste a questa proposta indecente?

 

Diana D’Ambrosio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scritto il 28.03.2012 in Lavoro, Notizie - TAG: Facebook, lavoro

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