Nonostante il girl power, il femminismo e Angela Merkel, ci sono dei ruoli che la tradizione ha attribuito agli uomini e che resteranno tali per sempre. Purtroppo uno di questi compiti che, erroneamente, è stato consegnato nelle mani del “maschio” è quello della prima mossa. La tradizione vuole infatti che sia l’uomo a chiedere d’uscire per primo, lui a baciare, lui a portarci a letto la prima volta e lui a chiederci di sposarci.
A volte fa comodo, si, che sia lui a prendere queste decisioni, a sapere qual’è il momento giusto, così a noi resta solo il compito di rispondere, cioè, decidiamo sempre noi, ma dare una risposta ad una domanda già pronta è molto più semplice che formularne una da zero, chiedendosi quali possano essere le parole giuste da dire, quale il momento più consono e il luogo perfetto. Proprio come la giuria di X-Factor, alla fine ci tocca solo dire “Per me è si” oppure “Mi dispiace, non hai il fattore X e nemmeno quello Y”, premiando il suo impegno o distruggendo i suoi sogni. Per alcuni uomini è una cosa istintiva, corteggiare e concretizzare il corteggiamento con un invito. E’ tutta una questione di sicurezza. Alcuni sono capaci anche senza aver ricevuto nessun feedback dalla parte opposta, alcuni invece cercano di tastare il territorio prima di rischiare un rifiuto. Per altri nemmeno un disegno con te che gli dici “si ci sto” è sufficiente.
Ed ecco che subentrano i ruoli, tu vuoi uscirci, ma sei donna e aspetti che lui faccia il primo passo. Ma lui è timido e insicuro, ha paura e non si fa avanti. E tu non ne comprendi il motivo, entri in depressione perchè pensi che in realtà non gli piaci, per questo non ti chiede d’uscire. Inizi a mangiare dolci fino a quando tutti i tuoi amici ti danno la stessa spiegazione: è gay. Allora ti senti un po’ più sollevata, fingi di crederci e vai avanti. Ma se si mettessero per un attimo i ruoli da parte? Se fossi tu a chiedergli di uscire? Non è una questione di sicurezza o di coraggio, noi ce l’abbiamo, perchè infondo il nostro sesto senso ci rende molto semplice capire quando un uomo è interessato a noi. La nostra paura è quella di risultare troppo emancipate il che porterebbe la “nostra preda” a due possibili reazioni:
1) si sentirebbe immediatamente sicuro di sé e ci proverebbe subito, nemmeno il tempo di allacciare la cintura di sicurezza sotto casa;
2) essendo di base un uomo, si sentirebbe in qualche modo sopraffatto dalla nostra iniziativa, derubato della sua posizione, terrorizzato dall’idea di essere passato da predatore (fallito) a preda e si allontanerebbe.
Il fatto è che non c’è nulla di più sbagliato nel chiudersi in stupidi ruoli, noi lo sappiamo, lui anche, ma non ha quell’apertura mentale necessaria di fronte una donna che ti chiede d’uscire, quindi il giusto è fare la prima mossa, ma convincerlo che sia stato lui a farla, insomma, impostare la meta sul suo navigatore, e se nemmeno così arriva a destinazione allora date retta ai vostri amici: è gay!
Giovanna Longobardo