Frida Kahlo: la forza della vita!

Non sempre un’opera d’arte è in grado di rappresentare temi e immagini capaci di suscitare qualcosa nell’osservatore, ma esistono comunque artisti che con assoluta e inesorabile schiettezza affrontano tematiche a loro molto vicine. Un esempio particolare è la figura della messicana Frida Kahlo, la più grande pittrice del Novecento la cui vita e le cui opere continuano tutt’ora ad esercitare un grandissimo fascino artistico e un forte impatto emotivo.

Nata nel 1907 visse appena 47 anni in uno dei paesi più belli del mondo, il Messico, e la sua passione fu la politica: comunista dichiarata prese parte a tutte le lotte pacifiche e ai fermenti a difesa dei molti oppressi e poverissimi della grande nazione centroamericana. Di quattro fratelli era la figlia più vivace e ribelle, ma presto si ammalò di poliomelite e la malattia, per cui all’epoca non esisteva il vaccino, le creò problemi ad un piede. Un tragico incidente in seguito caratterizzò e cambiò per sempre la sua vita alla giovane età di diciassette anni: in un giorno funesto Frida, assieme al giovane studente a cui era legata sentimentalmente, si trovava su un autobus che si scontrò con un trenino. Lei risultò essere il ferito più grave, si sottopose a più di trenta operazioni e dovette combattere per mesi tra la vita e la morte. Nonostante questo Frida amò appassionatamente la vita e seppe trovare la sua strada: la pittura.

Fin da subito cominciò a dipingere soprattutto autoritratti: Dipingo me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio“, disse in un’intervista rilasciata nel 1945 e in questi dipinti era solita rappresentarsi meno bella rispetto a quanto invece dicono le fotografie, in cui i suoi tratti si mescolavano tra quelli slavi del padre e quelli indios della madre. Alla fine degli anni Venti si innamorò del famoso pittore Diego Rivera e i due si sposarono nel 1929.

La grande forza della pittrice si può osservare soprattutto nelle sue opere dove seppe esprimere il dolore e la morte, temi di solito evitati e rimossi, ma trattati con uno stile singolare e unico nel suo genere tanto da essere stata avvicinata ai Surrealisti.

Il dolore che rappresenta non è solo fisico ma anche spirituale: la donna vivace che era da giovane si vede costretta presto a portare un busto d’acciaio che le permetteva di riuscire a stare seduta. Nei suoi ritratti raffigurò molto spesso gli aspetti drammatici della sua vita, in particolare l’incidente di cui rimase vittima, infatti il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato è uno degli aspetti fondamentali della sua arte con la quale crea visioni del corpo femminile non più distorto da uno sguardo maschile.

Le sue numerose opere, senza dubbio di grande impatto emotivo, sono oggi esposte e visibili nella Casa Azul: meta di migliaia e migliaia di visitatori la casa azzurra è rimasta intatta, così come volle Diego Rivera che la lasciò al Messico dopo la morte della sua amata. E’ una casa meravigliosa, semplice e bellissima, con muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore come la sua proprietaria: Frida Kahlo.

 

 

 

Di Giusy Iacobellis


 

Scritto il 31.12.2011 in Dal mondo, Notizie - TAG: arte

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