L’ennesimo capolavoro di Woody Allen ci presenta la Parigi degli anni’20
È un viaggio suggestivo ed emozionante quello che propone il grande cineasta newyorkese nel suo ultimo capolavoro, uscito da poco nelle sale. Un viaggio nel tempo della città senza tempo: Parigi. Un tuffo nell’epoca d’oro dei cafés, del charleston, del fermento culturale. Grande nostalgico degli anni Venti è lo scrittore americano interpretato da Owen Wilson, il perfetto bohemien, che, nelle sue passeggiate notturne per la ville lumiére sale su un’auto d’epoca che funge da macchina del tempo e per magia si ritrova a parlare con Scott Fiztgerald, Picasso, Dalì, Hemingway e altre pietre miliari della cultura mondiale che vivevano nella capitale francese all’epoca.
La trama molto semplice è resa frizzante dalla bravura degli attori, o meglio, dalla bravura di scegliere gli attori che ricoprono i vari ruoli, compresa la vera protagonista del film, la città. È suo il ruolo principale, tant’è che Allen ci regala all’inizio della pellicola una promenade tra gli scorci più importanti di Parigi facendoci partecipi di quell’atmosfera che avvolge la città, che di notte pare offrire la sua parte migliore.
Gli scorci notturni sono forse i più anonimi, quelli meno riconoscibili perché meno turistici, ma sono quelli che raccontano di una Parigi in fermento e catturano la mente e il cuore dello spettatore, che si sente parte del mondo che Allen racconta. Un elogio alla nostalgia del tempo passato, dell’epoca in cui ognuno avrebbe voluto vivere, un inno alla forza dei sogni e dell’arte ambientato nella città dei sogni e dell’arte.
Se non avete ancora visitato Parigi, fatelo dopo aver visto il film, e il vostro viaggio avrà sicuramente un sapore diverso. Se la conoscete già, tornateci dopo aver visto il film, e saprete assaporare la magia di una città che sa sorprendere sempre… anche al cinema!
Giulia Tosolini
Scritto il 20.12.2011 in Cinema & Tv - TAG: viaggi, Woody Allen