Tre mesi sono passati dalla sua ultima apparizione a Milano, al forum di assago ma, Roger Waters, storico bassista dei Pink Floyd, non sembra proprio voler appendere il basso al chiodo. E’, infatti, in programma per domani e lunedì il bis della performance primaverile del suo show “The Wall“, con le spettacolari scenografie architettate dallo stesso Waters, che per l’occasione sarà affiancato sul palco da tre chitarristi, due tastieristi, un batterista, una folta sezione di coro e da Gerald Scarfe, già illustratore delle immagini contenute nell’omonimo album del 1979.
Sul palco campeggerà uno schermo lungo ben 79 metri, perfetto per rievocare le atmosfere di quegli anni ai fortunati che potranno assistere allo spettacolo. Tutto lo show è incentrato sullo psicodramma di Pink, alter ego dello stesso Waters, che a causa di una serie di traumi arriva a costruirsi un muro mentale dietro al quale si isola da tutto e tutti, inesorabilmente. “Quando scrissi The Wall ero un giovane uomo impaurito. Nel corso degli anni ho cominciato a pensare che forse la storia della mia paura e delle mie perdite offrisse un’allegoria di più ampio respiro: nazionalismo, discriminazione sessuale, religione, qualunque cosa”. Con queste parole Waters sottolineava il modo in cui è riuscito a esorcizzare le sue perdite: dalla morte del padre in guerra alla spersonalizzazione disumana a cui andava in contro la scuola, dall’iper-protettività della madre fino all’alienante vita da rockstar, costellata si dal successo, ma anche da sesso fin troppo facile che gli costò il matrimonio.
Uno spettacolo da non perdere insomma, per chi vuole rivivere anche solo per una sera gli splendidi affreschi mentali di un gruppo che ha fatto la storia del rock.
Patrizia Galli
Scritto il 3.07.2011 in Musica