Meno di un anno fa Marco Muller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, l’ha definita la più grande promessa del cinema italiano. A Hollywood il regista Paul Haggis ha detto di volerla in un suo film. E Filippo Timi, un altro dei più interessanti attori del nostro cinema (Vallanzasca-Gli angeli del male), ha detto che le darebbe un Leone d’Oro come miglior attrice italiana. Senza averci mai lavorato assieme e, paradossalmente, senza aver visto un suo film («L’ho conosciuta, si vede che è brava», ha detto). Alberto Sironi, un re delle fiction televisive, che l’ha diretta in una puntata (L’età del dubbio) della serie acchiappascolti Il commissario Montalbano a chi gli chiedeva il nome di un’attrice brava non raccomandata ha risposto: «La Ragonese. È la più brava che c’è in Italia. È una delle poche “inglesi”: si trasforma con grande disinvoltura». Ma non crediate che tutti questi complimenti, meglio che queste importanti investiture spaventino Isabella Ragonese. Anzi, con la sana incoscienza della gioventù, la spavalderia di chi sa di essere brava, lei prosegue, inanellando un film dopo l’altro, con rapide (ma importanti) incursioni a teatro (come nello spettacolo Libere, scritto da Cristina Comencini e diretto dalla sorella Francesca) e in… piazza (era sul palco a Roma il 13 febbraio per la manifestazione in difesa della dignità della donna Se non ora, quando?).
C’era da aspettarselo, visto che ha dichiarato: «Sono sempre stata impegnata sul fronte delle donne. E non mi sento per niente rappresentata dall’attualità di una Tv che propone un’immagine femminile scollegata dalla realtà. Anch’io quand’ero bambina sognavo di diventare comeHeather Parisi, ma non c’era solamente quel modello di donna». Ma è cresciuta anche col Drive in e ammesso candidamente di dare uno sguardo persino alla Pupa e il Secchione («Dovrei di dire di no perché fa più intellettuale?», ha aggiunto allo stupito intervistatore, Vittorio Zincone di Sette). Ma non crediate che se la tiri troppo e che viva un po’ distaccata. Infatti, ha confessato che per lei incontrare il pubblico è una necessità: «Io arrivo dal teatro, quindi ho bisogno di un rapporto con il pubblico. Un film si fa, poi tutto è finito, quindi far quattro chiacchiere con gli spettatori diventa una mia fortissima necessità». Ma gli incontri devono essere veri, non virtuali: non ha un profilo su Facebook: «La comunicazione on line mi pare un po’ nevrotica. E poi che senso ha uno strumento che ti mette in contatto con dei compagni di classe di cui ti sei liberata a fatica? ».
Idee chiare per una quasi trentenne che ha già vinto un sacco di premi, che in pochi anni ha recitato in una dozzina di film ed è stata ai festival di Berlino, Cannes e Venezia. Che, se potesse, lavorerebbe sempre in coppia con Elio Germano (ma non disdegnerebbe un duetto con Xavier Bardem, sempre che Penelope Cruz fosse d’accordo!), che nelle sue tournée teatrali guida il furgone e monta le scene da sola, e che, da ragazza bene educata, rimette sempre i vestiti di scena sulle grucce. E che, evidentemente, ama le canzoni di Luciano Ligabue, visto che ha appena partecipato al videoclip della canzone Il meglio deve venire ancora (che fa parte dell’album del rocker emiliano intitolato Arrivederci mostro!). Sì, anche per Isabella il meglio deve venire ancora!
di Antonio Osti / foto di Angelo Gigli
Scritto il 21.06.2011 in Cinema & Tv - TAG: Cinema, intervista