Ai piedi delle donne! Intervista a Giuseppe Zanotti

Le scarpe create da Giuseppe Zanotti: appariscenti, sexy e anche un po’ provocatorie. E quest’estate? «Il plateau è ancora vincente», afferma lo stilista

Quando nasce la sua passione per la moda?

«Mi sono avvicinato a questo mondo da giovane, quando nel mio paese, di grande tradizione calzaturiera, quest’industria rappresentava l’ambito professionale naturale. Allora la figura dello stilista non esisteva, c’erano i tecnici modellisti. Lo stile, la ricerca, hanno incominciato ad imporsi in seguito e io mi trovavo già su quella rotta».

Com’è riuscito ad avere successo?

«Costanza e determinazione sono state fondamentalie soprattutto mi sono dovuto battere con forza contro molto luoghi comuni. All’inizio le mie scarpe privilegiavano un pubblico femminile elegante, molto raffinato, proponevo calzature gioiello. Fare un tacco alto nei primi anni Novanta era un po’ fuori luogo perché la moda voleva il tacco basso, il mocassino nero e siamo usciti da questo look giapponese minimale presentando una scarpa appariscente, sexy e anche un po’ provocatoria. Criticatissimo, mi sono affacciato a questo mercato globale pensando ad una donna cosmopolita, raffinata, di classe. È stata una scelta incosciente, ma che mi ha premiato: siamo stati i primi a pensare una scarpa elegante, sexy, con un fortissimo appeal».

Quando ha cominciato a pensare alla moda come a una professione?

«È stato un percorso obbligato, inevitabile. Io immaginavo la mia moda ai piedi delle donne e l’unico modo per realizzare il mio sogno, di cambiare ciò che non mi piaceva nella moda di allora, era quello di completare il mio percorso creativo arrivando alla vendita: non bastava solo pensare e disegnare scarpe, dovevo per forza produrle e poi distribuirle. E questo è proprio ciò che accaduto. Ora siamo una delle poche aziende al mondo a disegnare, produrre e distribuire tutto al proprio interno. Ad oggi abbiamo un organico di 440 abili operai ed un ufficio stile composto da 12 tecnici. Investiamo molto in ricerca ed innovazione e tutta la produzione viene seguita con attenzione per assicurare la massima qualità».

Per il suo lavoro lo stile è una necessità?

«Sì, il mio lavoro è lo stile. La produzione è una necessità, una conseguenza che allo stesso tempo mi consente di continuare a fare stile. Noi produciamo anche alcuni marchi in licenza, ma ciò che mi piace fare davvero è disegnare la mia collezione, le mie scarpe».

Le sue creazioni traggono spunto dalla sua passionalità o dal suo privato?

«Traggo ispirazioni da tutto, senza distinzione; è sempre un insieme e un movimento di cose che mi circondano e che mi influenzano. Sono molto attento a ciò che riguarda la donna, a ciò che la può colpire e cerco di essere allineato al gusto femminile di una donna contemporanea. Mi piace attraversare il passato e il futuro, l’arte e il gioco e poi trasformare tutto ciò che raccolgo in calzature emotive, curiose, intriganti, raffinate, uniche».

Quali saranno le tendenze per questa estate?

«Contro ogni tendenza il plateau è ancora vincente. Ormai non si può nemmeno parlare di tendenza quanto più di necessità. La donna si vuole sentire bella ed attraente per cui vuole una calzatura alta che renda più armonioso il suo incedere e la sua silhouette. Il plateau interno, quindi nascosto, consente di raggiungere l’obiettivo senza scadere nel volgare e garantendo anche una certa comodità. Immancabili sono poi i piatti che in estate consentono alla donna di sentirsi bella e libera. I sandali piatti Giuseppe Zanotti decorati con Swarovsky o con un ricamo di pietre preziose o con un semplice anello all’alluce tempestato di brillanti consentono alla donna di essere bellissima dalla testa ai piedi. Ai capelli ci pensa il parrucchiere, ai piedi ci penso io! Per quest’estivo ho anche giocato con le espadrillas creando un modello su platform, un po’ Beverly Hills, che sta avendo molto successo».

Oggi a molte donne piace essere chic, senza griffe. Cosa ne pensa?

«La cosa più bella per me è vedere una donna con una T-shirt, un paio di jeans e le mie scarpe ai piedi. La griffe, essendo sulla suola della scarpa, non si vede e rimane solo il gusto e la personalità della donna. Adoro le donne che evitano il logo e scelgono in autonomia che cosa comprare e come abbinarlo».

Perché continua a preferire le modelle alle celebrità per le sue campagne?

«Anja Rubik, con la quale mi vedete nella foto e con la quale abbiamo realizzato le ultime quattro campagne, per me non è una modella, è un’amica. La conosco da quando aveva 15 anni e ha scattato con noi una delle prime campagne. Mi piace vedere una donna che cresce con le nostre scarpe; siamo riusciti ad avere una clientela che va dalla teenager alla donna più matura. La donna non ha limiti di tempo per sentirsi bella. Per quanto riguarda le celebrities, in genere ho un rapporto diretto e di amicizia anche con loro e alla fine il fatto che scelgano le mie calzature per un concerto o per un video mi dà un ritorno paragonabile a quello di una campagna pubblicitaria».

Quali i suoi obiettivi professionali futuri?

«Ora che ho un’azienda e un marchio mio voglio continuare ad estendere il mio brand nei vari mercati di riferimento. Un altro obiettivo, che del resto sto già perseguendo, è quello di aggiungere borse, accessori e gioielli. È anche nata una collaborazione con il cantante Kanye West per creare una scarpe piena di ritmo, che mi diverte moltissimo. Che dire, ogni giorno ho nuovi stimoli per fare di più e meglio.

di Tommaso Gandino

 


Scritto il 17.06.2011 in Accessori - TAG: designe, Giuseppe Zanotti, intervista, made in italy

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