Tocca a Umberto Veronesi scendere in campo nella questione che ormai da qualche giorno sta animando la vita culturale e sociale del nostro Paese. L’oncologo è intervenuto giovedì sera, schierandosi in netta contrapposizione alle parole di Fabio Federico, sindaco di Sulmona, che aveva definito l’omosessualità un’aberrazione genetica e una patologia da curare.
Veronesi, a margine della presentazione della settima Conferenza mondiale sul futuro della scienza, ha utilizzato parole molto forti per esprimere il suo parere contrario a quello del primo cittadino abruzzese: «L’omosessualità è una scelta consapevole e più evoluta. L’amore omosessuale è l’amore più puro. L’amore etero è strumentale alla procreazione, cioè io ti amo ma non perché amo te, ma perché in te ho trovato la persona con cui fare un figlio». Cosa che non avviene, secondo Veronesi, nell’amore omosessuale, dove si ama l’altro «perché più vicino» a noi, con «un cervello più vicino», con «il pensiero, la sensibilità e i sentimenti più vicini ai nostri». Se poi la chimica, o qualcos’altro, abbia un ruolo sulla sessualità dell’individuo «questo è difficile dirlo», spiega l’oncologo. «Avere qualcosa di chimico dentro, vorrebbe dire che una persona è predisposta, che geneticamente nasce già così. Questo non lo penso». Per Veronesi, infatti, l’omosessualità «si diffonde in rapporto agli stili di vita, alla cultura del momento: in molti ambienti è molto frequente e si scopre che è una forma di amore che può essere interessante esplorare».
Parole forti, che non fermeranno di certo le polemiche, il più delle volte sterili e limitative, al contrario di quanto servirebbe, invece, per tutelare i diritti di coloro che al giorno d’oggi sono ancora discriminati per il loro orientamento sessuale.
di Patrizia Galli
Scritto il 24.06.2011 in Gossip - TAG: gay, matrimonio gay, omosessualità