Donne e migranti, le principali vittime sul posto di lavoro

Le donne e i migranti sono le principali vittime di atteggiamenti discriminatori sul posto di lavoro. E’ quanto è emerso dal terzo Rapporto sulla discriminazione “Uguaglianza nel lavoro: una sfida continua” diffuso dall’ILO, l’International Labour Organization. Il direttore  generale dell’associazione Juan Somavia ha spiegato che “periodi di difficoltà economia costituiscono un terreno fertile per la discriminazione nel lavoro e, più in generale, per le società stesse.”

Il rapporto dell’ILO ha evidenziato, infatti, come il periodo di crisi economica – anche lavorativa – in cui ci troviamo ha portato “ad un aumento dei rischi di discriminazione contro determinate categorie di persone” tra cui figurano appunto le donne e i lavoratori migranti. Secondo i dati raccolti dalla ricerca le donne oltre a guadagnare dal 10 al 30% in meno rispetto agli uomini sono anche vittime di discriminazione per quanto riguarda renumerazione, condizioni di lavoro e oppprtunità di accedere a ruoli importanti. L’ILO sottolinea che “se da un lato – si legge nel rapporto – sono state introdotte progressivamente misure sulla flessibilità degli orari di lavoro come esempio di politiche a favore delle famiglie, dall’altro lato la discriminazione legata alla gravidanza e alla maternità rimane ancora un problema diffuso”. Le discriminazioni maggiori riguardano gli stipendi che per quanto riguarda le donne corrispondono al 70-90% di quelli maschili.

Un altro problema per le donne sono anche le molestie sessuali e la discriminazione legata alla gravidanza e alla maternità. Allo stesso modo anche i lavoratori migranti sono spesso vittime di discrimazione “nell’accesso all’impiego e nel lavoro e in molti paesi sono esclusi dai sistemi di protezione sociale”. Tra gli uomini, invece, sono gli omosessuali, gli immigrati e i giovani coloro che hanno più problemi di inserimento nel mondo del lavoro.

Di Elena Zucco

Scritto il 18.05.2011 in Dall'Italia, Notizie - TAG: donne, lavoro

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*