Copenaghen per un breve weekend,questo il tempo appena disponibile per una delle città più belle d’Europa. La capitale della Danimarca non è solo la Sirenetta. Scoprite insieme con noi (meglio insella a una bicicletta) una città ecologica, vivace e piena di piacevoli sorprese
Il primo saluto è alla Sirenetta, appollaiata sul suo scoglio placida e saggia, è protagonista di una storia romantica e antica. Al centro di una fiaba d’altri tempi, fu immortalata dallo scultore danese Edavrd Eriksen per volere di Carl Jacobsen, il grande mecenate e patrono della birra danese, la Carlsberg-Tuborg che fu commosso dalla storia nel corso di un balletto a cui assistette nel 1909. La Sirenetta di bronzo è all’entrata del porto, su un sasso alla banchina di Langeline, rivolta verso est come a salutare la bella Svezia e i visitatori in arrivo. Città ecologica per eccellenza, vanta un ottimo sistema di smaltimento rifiuti e la raccolta differenziata inizia dalle stanze delle più rinomate catene alberghiere.
Pale eoliche per l’energia elettrica, pannelli solari sui tetti fanno di questa città l’avvenirismo dell’ eco-tech. Uno dei luoghi simbolo è la nuova Concert Hall di Jean Nouvel. Vede solo un pezzo del canale Emil Holms, per lo più è circondata da palazzi e uffici di vetro. Il treno sopraelevato che arriva dalla città vecchia le passa di fianco, ma il suo cubo blu cobalto rivendica tutta la sua liquidità. Sulla pelle traslucida e semitrasparente, durante il giorno si vedono muovere le figure dall’interno, mentre, la notte, le immagini proiettate dei musicisti in concerto danno vita a questo immenso volume luminoso. La forma scomposta dell’auditorium sembra quella di uno scoglio e, fra i critici, c’è chi vi intravede la pietra su cui è posata l’eroina di Hans Christian Andersen. Il prezzo elevato della sua realizzazione ha fatto discutere, ma è tutto giustificato per una città sempre innovativa.
È incredibile quanto Copenaghen negli ultimi anni abbia dato una forte spinta
alla riqualificazione e creazione di quartieri che fanno della città la numero uno
per qualità della vita in Europa.
Le strade sono percorse dalle piste ciclabili larghe tre metri e guai a passare davanti alle biciclette col rosso! Mentre per spostamenti più importanti si può sempre usare l’acqua. Tra le zone più caratteristiche vale la pena andare a Christiansbro, quartiere completamente nuovo sviluppatosi intorno alla Christianskirke, dove le costruzioni sono splendide creazioni di architetti e alle spalle si prolungano in un ventaglio edifici residenziali con una fitta rete di canali che sboccano nel porto. Considerata una città nella città, Christiania è nota per il suo stile di vita completamente liberale e fuori dagli schemi, in assoluta assenza di automobili i residenti girano solo in bici, è ricca di gallerie d’arte e negozi, per i turisti però una triste notizia, in quanto c’è l’assoluto divieto di scattare fotografie.
Un altro colpo d’occhio intorno al porto è il cosiddetto Diamante Nero, la nuova ala
della Biblioteca Reale, è un gioiello dell’architettura del XX secolo,
inserito nella misurata armonia di palazzi e sculture che fanno da sfondo a questo scorcio.
Rispetto dell’ambiente ma anche alto design qui a Copenaghen, se volete dormire in uno degli alberghi più in della città andate al Sas Royal Hotel, il primo hotel di design del mondo interamente disegnato da Arne Jacobsen nel 1960, sue anche le posate che si usano nel meraviglioso Restaurant Alberto K. Nella hall la bellissima poltrona uovo com’era originariamente progettata, eppure all’epoca l’albergo era troppo rivoluzionario per poter essere apprezzato dal gusto comune. Una visita merita anche l’Hotel Fox perché è un vero gioiello di design moderno. Le sue 61 stanze sono infatti state disegnate da 21 artisti ingaggiati dall’ideatore, e ciascuno ha decorato gli ambienti variando dall’art deco ai manga giapponesi, dai comics alla street art, allestendo ambienti in modo estremamente creativo ed originale. Situato nel cuore del quartiere latino, tra la Round Tower e la Copenhagen Town Hall Square c’è il Skt. Petri Hotel, una facciata retrò futuristica che ricorda gli anni ’30 per un interno esclusivo di legni scuri e bronzo sposati al rosso brillante, il bianco e il blu. Incarnazione dell’alto design ospita esposizioni d’arte moderna che ben si integrano con l’acciaio, i vetri e i lunghi corridoi della struttura.
Questa entusiasmante città del nord stupisce anche per i suoi gusti raffinati per palati pronti a sapori nuovi e a dir poco incredibili. Pensate che da sola si è meritata 13 stelle della guida Michelin su 12 ristoranti, uno di questi è il ristorante AOC aarø & Co., innanzitutto per l’ubicazione in un bellissimo edificio del XVII secolo, con soffitti a volta nello stile scandinavo, gestito da un cuoco e sommelier che ha voluto creare una sorta di cucina sensoriale. Questo significa un’esplosione di sapori del tutto originali che utilizza solo prodotti freschi, per farvi un esempio: prezzemolo di ostriche danesi, cetrioli organici e rafano; ravioli al tuorlo d’uovo e uova di pesce; carne di cervo cotta al carbone con contorno di bacche; foie gras di mele con panna montata; salsa caramellata al cioccolato con gelato di aneto.
In generale la cucina danese si è raffinata mescolandosi con i gusti del Mediterraneo
e riproponendo i prodotti nordici come la produzione casearia, la frutta e la verdura
biologiche, il pescato dei fiordi, dei mari e dei fiumi danesi.
Ma a godere davvero di una fama internazionale è il ristorante tre stelle Michelin Noma, gestito da Rene Redzepi un vero personaggio della cucina internazionale, recensito più volte, rinomato in tutto il mondo, capo-cuoco e proprietario del ristorante situato in un vecchio deposito riconvertito nel porto di Copenaghen, traccia il suo stile offrendo una miscela inventiva di cucina nordica e balcanica, enfatizzando le specialità territoriali come la carne di bue muschiato e il pescato locale. Per incuriosirvi diciamo solo che ha trasformato la cenere in spezia con aromi variabili a seconda del legno di provenienza, e che l’ha usata in un dessert di caramello con un impasto di cenere, yogurt e acqua. Da lui molti hanno imparato l’arte ma pochi hanno saputo farla fruttare ed è così che l’ex sous chef di Redzepi, Christian Pugliesi, e l’ex cameriere Kim Rossen hanno aperto un loro ristorante, il Relæ Restaurant, dallo stile culinario ancora in fase di assestamento, come del resto capita agli allievi dei grandi, vanta tuttavia creazioni a dir poco originali, come la cipolla caramellata e affogata in bacche di sambuco, foglie di acetosella, tapioca e purè di cipolle, oppure il cosiddetto deserto: lampone caldo, semi di colza, aceto e gelato di vaniglia. Ma i discepoli non sono finiti: ancora una volta dal Noma, un altro campione di gusti, l’ex sommelier di Redzepi, Anders Selmer, ha aperto il il Kødbyens Fiskebar, dove prepara piatti originali, coloratissimi e decorati con frutta e fiori, con l’aggiunta di una saggezza enologica che consente di degustare vini autoctoni di straordinaria fattura. Creativa nello stile, nell’architettura, nella cucina, questa città è deliziosa anche per le sue insolite curiosità.
Se salite su un autobus a Copenaghen rischiate di imbattervi nei sedili dell’amore,
due sedili destinati a chi vuole fare conoscenza senza sembrare sfrontato.
Sono riconoscibili dalla copertura rossa e chi vi ci siede invita tacitamente qualcuno ad avvicinarsi per una conversazione di conoscenza senza che la cosa risulti molesta. Questo per incentivare i cittadini ad usare i mezzi pubblici. Un’altra iniziativa che potrà attirare grandi quanto piccoli visitatori è un giro per la città di notte. Optate infatti per una visita notturna con i guardiani che vi accompagneranno attraverso il percorso dei vecchi edifici e dei quartieri storici della città, oppure potrete inoltrarvi nei meandri di una Copenaghen misteriosa popolata da fantasmi, streghe e assassini. Andando via salutate la Sirenetta, simbolo discreto e profanato della città, che nonostante i vilipendi nel corso degli anni ha saputo resistere e sopravvivere.
Di Susanna Schvardi