Sanremo “uniti”, incorona Roberto Vecchioni

Les jeux sont faits. Rien ne va plus! La roulette di Sanremo 2011 si è fermata sul 61. La sessantunesima edizione del Festival della musica italiana è finita davanti a più di dodici milioni di persone.

Grandissimo inizio con Luca e Paolo, la canzone apripista della finale è stata molto divertente. La squadra di Gianni Morandi ha funzionato. Il capitano ha fatto il miracolo, ha rianimato un Festival stanco che già l’anno scorso con Antonella Clerici, aveva dato qualche segno di ripresa. Sanremo ha fatto il pieno di spettatori, ha presentato uno spettacolo a più marce, da un inizio titubante ad un finale tutto sprint. Molti si lamentano, moltissimi lo criticano e lo vorrebbero chiuso per sempre, ma ogni anno, nel bene o nel male, rimane la manifestazione più importante d’Italia.

Le canzoni quest’anno mi sono sembrate tutto sommato belle, qualcuna meno, ma poco importa, non possono piacere tutte. Ciò che resta è un bello spettacolo, con i tutti i suoi difetti, i suoi momenti di noia, i suoi attimi felici, le sue canzoni più riuscite e quelle più brutte… ed è forse per questo che tutti lo odiano e tutti lo amano, perché Sanremo è tutto e niente. Certo è una manifestazione molto costosa, forse qualcosa si potrebbe risparmiare e investire in altri progetti  televisivi seri durante tutto l’arco dell’anno. Devo essere onesto, forse questa edizione del Festival è stata l’unica che ho seguito seriamente. Mi è sembrato comunque che Gianni Morandi, per la prima volta, abbia restituito alle canzoni la loro dignità, Sanremo è e deve rimanere per prima cosa MUSICA. Questo “piccolo” dettaglio era sfuggito ai molti presentatori/direttori artistici  che hanno preceduto il buon Morandi, favorendo lo show televisivo alla vera natura della manifestazione. I cantanti ieri sera hanno dato il 100% e si è visto.

Quando si ottiene questo risultato, la gara si snatura e diventa una festa della musica. Persino Belen Rodriguez ha cantato, almeno ci ha provato, ed Elisabetta Canalis ha ballato, o almeno anche lei ci ha provato. Ultima serata ancora all’insegna della satira, bordate a destra e a sinistra. Luca e Paolo ieri sera erano davvero in forma. Super Raphael Gualazzi, non solo ha riproposto la sua canzone, ma ha vinto un altro premio, quello del comune di Sanremo e sarà lui a rappresentare l’Italia all’Eurosong, il Festival della canzone Europea di Duesseldorf.

Ospite gradito il grande Massimo Ranieri, che si è cimentato in una canzone in dialetto genovese. Da ligure quale sono, mi si è stretto il cuore, che magun! Bravo! Altro ospite la superstar canadese Avril Lavigne, non se ne abbiano a male gli altri, ma forse l’unica vera grande ospite di questa edizione. Verso le 23.30 sono stati nominati i tre finalisti provvisori che poi si sono confermati definivi:  Albano (perché?), Emma e i Modà (giusto) e Roberto Vecchioni (strameritato). Non mi è parso molto chiaro il metodo di valutazione. Ma non potevano nominare direttamente i finalisti senza troppi giri? Vero che è che con un metodo di votazione dubbio, la gara perde un po’ di credibilità. Stranezze sanremesi. Ad ogni modo il vincitore è stato nominato col televoto e the winner is: RO BERTO VECCHIONI. Si classificano secondi i Modà con Emma e terzo Albano.

Il Festival è chiuso ed è tempo di bilanci. Morandi ha creato una squadra vincente in termini di ascolti, che è cresciuta col passare delle serate. Tanti sono stati gli intoppi e le sbavature ma Luca e Paolo, da buoni attori, hanno saputo usare questi difetti a loro favore giocandoci sopra, tanto da farli diventare momenti divertenti. Morandi è stato un padrone di casa ospitale, romantico e ingenuo. Il suo modo di fare così genuino ha trasmesso passionalità e tenerezza. Si vede che ama la musica sopra ogni cosa, tratta le canzoni e i cantanti come fossero statuine di cristallo. Forse per il Festival della musica è quello che ci voleva. Unico dubbio che rimane è il comportamento delle altre reti televisive. Mi ricordo che una volta ogni serata era una guerra di ascolti, ma girando un po’ sulle altre reti, c’era il vuoto. Poca concorrenza. Anche Canale 5 ha inspiegabilmente alzato bandiera bianca proponendo una insolita Corrida, una sorta di collage di puntate precedenti. Forse così è un po’ troppo facile. Ma Sanremo rimane Sanremo e se le prospettive sono queste speriamo che migliori di anno in anno. Da Sanremo è tutto, la parola alle radio.

Di Paolo Fittipaldi

Scritto il 20.02.2011 in Cinema & Tv, Musica - TAG: Albano, Anna Oxa, Anna Tatangelo, Antonella Clerici

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