Donna soggetto o donna oggetto? È questo il dilemma che mi assale ormai da qualche tempo. Come può una donna vendere la propria dignità e la propria moralità per l’effimero? Prima di continuare a porci delle domande alle quali è difficile dare risposte univoche è bene andare per gradi.
La moralità, la sobrietà e la pudicizia sono ormai messe nell’angolo. Una parola tra tutte rimane fissa miei pensieri, e spero in quelli di molte altre ed altri, guardando il grottesco spettacolo che vede come artefici un gruppo di prostitute (perché se ben si vogliano usare altre infinite e similari parole sempre di prostitute si tratta), un giornalista parolaio, un intrallazzino ed un capo di governo. Una vita parallela a quella di tanti italiani ed italiane che lavorano e vivono la propria vita in maniera dignitosa, e che vede, nella strada più breve e semplice e nell’abuso del proprio potere, i fattori predominanti per andare avanti.
La moralità a mio parere, e torno a ripetere spero anche per voi, non è qualcosa che ci insegnano da piccoli e poi può essere accantonata come un paio di scarpe che passano di moda e, all’occorrenza di un ritorno vintage essere ripescate e nuovamente sfoggiate.
La moralità e la dignità erano alla base della lotta delle donne per l’ottenimento del riconoscimento dei loro diritti civili. Questo dono, ottenuto dal passato, non può essere gettato come carta igienica nello scarico.
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La rubrica del lunedì a cura di Lucia Almagno
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Scritto il 7.02.2011 in Rubrica "A tu per tu" - TAG: A Tu Per Tu