“Just married”. E’ scritto così sulla targa di un’auto nuziale, magari d’epoca, che lentamente va via trascinando con se fragorosi barattoli e voglia di una nuova avventura, di un viaggio, unico e irripetibile chiamato “luna di miele” in cui i novelli sposi si abbandoneranno al divertimento e al romanticismo.
Cibo gustoso, dolciastro e dal color ambrato. Nettare degli dei, il miele “è l’epopea dell’amore, la materialità dell’infinito, liquore divino della speranza”. Scriveva così, nella poesia “Il canto del miele” Garcia Lorca, affascinato da questa golosa prelibatezza.
Non è, infatti, un caso se il viaggio di nozze è stato battezzato col nome “luna di miele”. Un’espressione che affonda le proprie radici in varie credenze e tradizioni popolari. Per alcuni il termine “miele” vuol denotare la dolcezza dei primi periodi del matrimonio e la parola “luna” fa riferimento al primo mese di matrimonio, sottolineando il fatto che solo la prima luna sarà di miele: la felicità iniziale è comunque destinata a diminuire presto.
Per altri l’espressione “luna di miele” risale ai tempi di Babilonia: in quel tempo era abitudine regalare agli sposi l’idromele, un liquore al miele, in una quantità sufficiente per un mese. Tale bevanda, secondo la tradizione, conferiva fertilità alla coppia. Un’abitudine, quella di donare questo intruglio, comune anche nell’antica Roma e nel Medioevo. A quell’epoca, quando una famiglia cedeva in matrimonio una donna all’uomo, essa portava con se del miele, costosissimo e considerato simbolo di ricchezza. La prima sera che la coppia passava assieme veniva chiamata “luna di miele” proprio come riferimento al dono portato e al fatto che la donna fosse considerata lunare, visto che la durata del ciclo femminile è come quella delle fasi lunari.
E se mettersi d’accordo sull’origine dell’espressione è difficile, su una questione non si può assolutamente discutere: la luna di miele deve essere un viaggio indimenticabile. Un’avventura romantica e passionale. Le mete sono infinite: da destinazioni esotiche e baciate dal sole a quelle culturali e innevate. Da quelle avventurose a quelle rilassanti. Le preferenze e i gusti degli sposi sono infiniti. Il film “Viaggi di nozze” di Carlo Verdone lo mostra benissimo. I protagonisti vivono diverse realtà ed esperienze di luna di miele. Quella di Jessica voleva essere sicuramente trasgressiva: “Lo famo strano?”- diceva – al suo sposo-coatto Ivano.
Che il viaggio sia in Europa, in Asia o in America poco conta. L’importante è ricordare che il matrimonio è esso stesso un viaggio, una scoperta continua, un mettersi in gioco, un volo con non poche turbolenze. Un’avventura che si affronta comunque in due…nella buona e nella cattiva sorte.
Di Mascia Garigliano
Scritto il 13.12.2010 in Viaggi di nozze - TAG: luna di miele