Allora, un nuovo anno è alle porte e quello vecchio se ne va. Il rito è sempre lo stesso, ad ogni vigilia di inizio nuovo anno si fanno pronostici di ogni genere sul tempo che verrà, e considerazioni, spesso poi non così rosee, su quello che è stato l’anno appena trascorso. Cosa getto e cosa tengo? Il dilemma è sempre lo stesso, e la speranza che tutto volga al meglio è ciò che ci accomuna.
In fatto di moda e in fatto di stile, perché oltre ai temi “seri” è di questo che ci piace parlare, il 2010 ce ne ha fatte vedere delle belle. Abbiamo finalmente assistito al ritorno della classe e dell’eleganza, concetti di stile che per molti anni erano stati relegati in un buio cassetto. Riassumendo quello che è stato il 2010 una parola più di tutte mi sembra la più azzeccata: ritorno. Ritorno, come detto, all’eleganza, ma anche ritorno allo stile post bellico, quello a cavallo tra gli anni ’40 e gli anni ’50. Ritorno o riscoperta di materiali dal sapore antico come il pizzo, ma anche rilettura di fantasie particolari che contraddistinguono le diverse epoche, come l’animalier.
Quante volte abbiamo detto che la moda è un ciclo e un riciclo. Anche in questo caso però ci teniamo a riaffermare che un occhio sul passato non è segno di mancanza di creatività, bensì voglia di riproporsi nel riscoprire ciò che di meglio ci ha dato il passato.
Il 2010 si è contraddistinto, ma questa volta in chiave negativa, come l’anno incalzante della crisi economica, ed in tempi di crisi, imparare da ciò che è stato è sempre il metodo migliore per volgere al cambiamento.
Guardando il meglio del 2010, auguro a tutte voi un felice 2011.
Di Lucia Almagno