Dopo quattro puntate da record di ascolti è finito “Vieni via con me”. Che piaccia o meno, questo programma è stato un evento televisivo come non si vedeva da tempo. Ieri sera si sono alternati a ripetizione molti ospiti, quasi come il susseguirsi di fuochi d’artificio nel finale di uno spettacolo pirotecnico.
Si chiude baracca e burattini, Fabio Fazio e Roberto Saviano lasciano intendere che molto probabilmente non ci sarà una seconda stagione. Si chiude quello che è stato il programma delle polemiche e dei mancati contradditori, degli ospiti che spuntavano a sorpresa senza essere annunciati, delle liste, delle canzoni di De Gregori e di Elio e le Storie Tese, ospiti di ieri sera. Si chiude una finestra sui vizi e sulle virtù della nostra società.
Molto emozionante l’elenco iniziale sul “ciò di cui tutti noi siamo fatti”, un mix di persone e di cose, i tasselli di un’Italia ideale. Dopo aver toccato i punti sensibili della malavita, Saviano ha dedicato il primo monologo ai terremotati della casa dello studente dell’ Aquila, della “gestione malata” del territorio e della ricostruzione, a discapito da sempre della gente comune.
Dopodiché è stato un susseguirsi di liste: il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Domenico Starnone, la giornalista di Report Milena Gabanelli. Grandissimo Dario Fo che ha ironicamente recitato i consigli del Principe Machiavelli. E poi musica e balletti.
“Squadra che vince non si cambia” recita il detto: anche ieri sera tutto è sembrato perfettamente funzionante.
Molti saranno contenti di non vedere più “Vieni via con me”, le polemiche saranno rimandate ad altro programma ancora da definire, nessuno si sentirà più offeso o discriminato. Altri, invece, saranno contenti di averlo visto perché hanno capito che il programma altro non era che un insieme di racconti, l’espressione di un punto di vista sulla vita e non una presa di posizione, come ha puntualizzato anche Saviano. Ma in fondo si sa che un po’ di polemica è il sale di questi programmi.
Speriamo che i vertici della Rai decidano di dare un seguito a questo tipo di televisione. Quindi, rimanendo in tema, direi: non vado via perché forse un giorno tornerà “Vieni via con me”. Non vado via anche perché fuori sta diluviando.
Di Paolo Fittipaldi
Scritto il 30.11.2010 in Cinema & Tv - TAG: elio e le storie tese, Fabio Fazio, Pietro Grasso, Roberto Saviano