Tutta colpa di Drew Barrymore

E’ tutta una questione di stati d’animo. Influenza il modo di vestirci, il modo di pensare e, soprattutto i condotti lacrimali. Siamo donne e, diciamocelo, essere lunatiche è un nostro diritto, quello che sottovalutiamo è che spesso noi siamo le prime vittime dei nostri continui cambi di umore. Un esempio semplicissimo? Prendiamo i film.

Non parlo dei filmoni struggenti, o dei mattoni storici, o di quelle opere concettuali lunghissime e noiosissime che a volte vediamo pur di darci un tono e, perché no, per vantarci vergognosamente. Scene del tipo: “Non hai visto quel film dell’Uzbekistan che parla della vita di un granellino di sabbia nel deserto del Malawi? Pura poesia” (quando poi taciamo vergognosamente dei 52 caffè bevuti per arrivare alla fine del film e di quanto sia stato difficile farlo, visto che ci eravamo legate sul divano per non scappare dopo 14 secondi dall’inizio).

Ma sto divagando. E’ tutta una questione di stati d’animo, dicevo, che ci fanno oscillare da attimi di totale euforia a momenti di depressione tali da far impallidire Leopardi e come esempio classico vorrei riportare quello delle amiche/nemiche di tutte noi: le commedie romantiche. Magari hai lavorato tutto il giorno, sei impazzita nel traffico e ti si è rotto un tacco, così torni a casa e decidi di vedere qualcosa di poco impegnativo per appiattirti il sovrastimolato elettroencefalogramma. Così opti per uno dei centomila film con Drew Barrymore e dal classico schema: ragazza sola e incompresa incontra ragazzo perfetto, all’inizio i due si odiano, poi si amano, poi scatta l’equivoco, si lasciano, avviene un miracolo che ti spacciano come cosa assolutamente plausibile e tornano insieme, si sposano, hanno 3 figli e vincono la lotteria.

Ed è qui che scatta l’infido fattore “lunaticità” e le reazioni possono essere sostanzialmente due.

1) Ottimo umore, capacità cognitive nella norma e livelli di acidità alti. La reazione di fronte al citato miracolo fatto passare come incredibile colpo di fortuna della protagonista è solitamente riassumibile con un “Ma che cavolata!!! Ma tu dimmi se è possibile che questa tizia riesca a ritrovare il suo amore perduto dei tempi del liceo nella metropolitana sovraffollata di NY proprio il giorno di San Valentino e vestito esattamente come il giorno del loro primo bacio!

2) Umore sotto le scarpe, autostima sottoterra, livelli di acidità non pervenuti e pappamollagine alle stelle. In questo caso la situazione è diametralmente opposta, infatti, di fronte all’incontro dei due ex piccioncini degno di una puntata di “C’è Posta per te”, magari sotto la pioggia battente, musica strappalacrime, luce puntata solo sui due protagonisti e scena al rallentatore, il nostro cervello impazzisce. Infatti, invece di chiederci razionalmente come mai sotto il monsone primaverile nessuno dei due si sia portato dietro un ombrello e come mai i protagonisti vadano al rallentatore mentre tutto intorno si muove a una velocità assolutamente normale, l’impulso che quel maledetto ci manda è: “Ma guarda che carini! Perché a me non succede mai? Perché sono qui da sola sul divano a vedere un film, mentre Drew Barrymore trova l’uomo della sua vita?!”

Statisticamente, però, va detto che il più delle volte si verifica l’opzione 2 e questo perché la 1 richiede una pace mentale, una presenza di spirito e, soprattutto, un umore stabile che poche di noi possono permettersi.

 

Federica Dell’Isola

 

Scritto il 25.11.2010 in Storie di donne - TAG: rubrica donne, rubrica femminile, storie, storie di donne

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