Operazione di marketing? Sapiente trovata pubblicitaria? Genio e sregolatezza?
Tante, e molto diverse fra loro sono le opinioni che si possono riscontrare il giro in merito a Damien Hirst. Uno degli artisti più quotati al mondo ancora in vita, infatti, con i suoi contraddittori lavori suscita sempre un misto di ammirazione e polemica in chi si trova davanti ad una delle suo opere, sia questa un lavoro pittorico, piuttosto che uno dei famosi animali sotto formaldeide. E apparentemente la storia si sta ripetendo anche in questi giorni, con l’arrivo a Firenze del famoso teschio dell’artista: sì, proprio quello ricoperto di diamanti, stimato per un valore di 100 milioni di euro, che risponde al titolo di “For the Love of God”.
Dopo le due precedenti apparizioni dell’opera, che era stata esposta solo al White Cube di Londra nel 2007, e ad Amsterdam nel 2008 al Rijksmuseum, l’opera approderà a Firenze, a Palazzo Vecchio, dal 26 Novembre 2010, al 1° Maggio prossimo, all’interno della Camera del Duca, a cui si accede passando per quel capolavoro manierista che conosciamo come Studio di Francesco I.
E già sono scoppiate le polemiche, fra chi sostiene che questa sia un’importante occasione, per la città di Firenze, di mostrare quanto largo sia il pubblico di appassionati di arte contemporanea nella culla del rinascimento, e chi al contrario sostiene che questa trovata non sia altro che l’ennesimo stratagemma per spillare soldi a turisti e appassionati, visto che straordinariamente per questa occasione il biglietto di ingresso a Palazzo Vecchio lieviterà il suo prezzo da 6 a 10 €.
Chi avrà ragione? Una cosa, sicuramente, rimane certa: Hirst riesce sempre a suscitare grandi dibattiti ovunque arrivi, e a noi non resta altro da fare che andarci a vedere questo celeberrimo teschio e giudicare con i nostri occhi.
Di Carlotta Mazzoli
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25.XI.2010 – 1.V.2011
Palazzo Vecchio,
Piazza della Signoria, Firenze
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Scritto il 29.11.2010 in Dall'Italia, Notizie - TAG: Firenze