MgSpecial – The century of jewerlies

Nel celebre film del 1953 “Gli uomini preferiscono le bionde”, l’attrice Marylin Monroe canticchiava che i migliori amici delle donne sono i diamanti. A ormai più di mezzo secolo da quel piacevole ritornello, e ricordiamolo in periodo di crisi, non sarebbe certa una spiacevole consolazione avere tutte come migliori amici proprio i diamanti, o anche accontentarci di qualche altro prezioso! Sulle note allora del motivo emblema dell’eterna bionda, ripercorriamo (almeno per consolarci) la storia dei gioielli del secolo precedente.

All’inizio del Novecento, il secolo che dallo storico Eric J. Hobsbawm fu definito come “il secolo breve”, L’Europa deteneva ancora lo scettro del mondo, e le influenze degli imperi secolari, avevano le loro influenze su tutto, quindi anche sui gioielli. Sull’influenza dei gioielli delle corone europee, nascono in quegli anni pezzi di alta gioielleria che rimarranno un must anche per i decenni successivi, oggetti preziosi e regali come il choker. Il choker, detto anche strangolino, consiste in un collier tempestato di perle e pietre preziose e in perfetta aderenza con il collo. L’inizio nel secolo è anche il periodo in cui inizia a farsi sentire un nuovo spirito decorativo, l’Art Nouveau, che con il suo caratteristico decorativismo dalle influenze floreali ed esotiche, inizia a mutare lo spirito estetico di un’intera epoca.

Passa un decennio e si arriva agli anni intorno al 1910, epoca in cui lo spirito Nouveau, fatto di un abbondanza di fiori e decorazioni di un lontano spirito barocco, si conferma come lo stile principale dell’intero decennio. Nel campo della gioielleria (proprio sulla scia del floreale) si afferma la nascita dello stile ghirlanda, un tipo di decorazione floreale che caratterizza i preziosi di quel decennio.

Gli anni Venti ruggiscono a seguito delle delusioni e della catastrofe bellica. L’arte non muore e neppure il decorativismo. Le delusioni del tempo però portano lo sguardo ed il desiderio verso epoche e posti lontani, utopie che creano un amore incontrollato per l’esotico e per le antiche civiltà. È così che nella gioielleria i pezzi creati si ispirano al mondo egizio, e il passo veloce verso la modernità approda agli verso gli anni Trenta con un’evidente nostalgia per il passato.

Le contraddizioni degli anni ruggenti continuano con la stessa enfasi anche nel decennio successivo, epoca in cui il “ritorno all’ordine” è scandito da un occhio benevolo verso il passato accompagnato da una voglia di cambiamento senza precedenti. La gioielleria prende il meglio dei decenni precedenti, tornano i collier tempestati di pietre preziose, senza rinunciare però a quello spirito nuovo caratteristico degli anni ruggenti. Negli anni trenta il gioiello subisce nuove applicazioni di materiali, infatti, oltre alle perle ed ai diamanti, vengono creati pezzi impreziositi da pietre dure e decorati con lo spirito decó che abbandona quasi del tutto lo stile floreale prediligendo forme decorazioni quasi architettoniche.

Gli anni Quaranta iniziano in profonda tristezza. La moda di quegli anni è semplice e scarna. L’epoca in cui si vive non è delle migliori, e la gioielleria si adegua. In questo decennio l’oggetto prezioso che ha la meglio in fatto di nuove creazioni è la spilla, come a voler evidenziare che in guerra bisogna pensare solo a ciò che è davvero utile.

Con gli anni Cinquanta esplode una nuova miccia, non quella delle bombe, ma il boato che se ne ricava è comunque frastornante: il boom economico. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono due decenni di profondo cambiamento sia dal punto di vista economico che sociale, e l’arte si sa, non rimane indenne ai cambiamenti. Nascono per i gioielli nuove forme e nuove applicazioni di materiali, oro in abbondanza, pietre dai mille e colori e nuove forme. Il benessere va ostentato, e i gioielli, divenuti forse per la prima volta un bene per molti, sono qualcosa a cui non bisogna rinunciare. Le dimensioni dei collier e degli anelli sono over, il mix di materiali in un unico oggetto è ostentazione di ciò che finalmente si possiede, e il motivo che “i  migliori amici delle donne sono i diamanti” non può essere più attuale.

L’ultimo decennio con il quale facciamo terminare il nostro secolo breve (parliamo sempre di gioielli si intende) sono gli anni Settanta. Il boom che aveva caratterizzato il ventennio precedente viene improvvisamente spazzato via da una nuvola di pessimismo e delusioni. La dolce vita e il cambiamento economico lasciano una lunga scia di cambiamenti sociali, e il desiderio di luoghi, stile ed ideali lontani ha nella moda e quindi nella gioielleria un influenza fortissima.  Nascono i figli dei fiori e l’attrazione per filosofie lontane e pacifiste, l’amore è nell’aria e si sprigiona il colore. Un occhio verso l’Africa è di rito, e vengono creati pezzi di gioielleria poveri per le applicazioni, ma ricchissimi di significato.

1900

1910

1920

1930

1940


1950/1960

Immagini Style.it & Vogue Beauty


 

Scritto il 15.10.2010 in Accessori - TAG: Accessorize, Alberta Ferretti, anelli, blugirl

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