in questi giorni sono rimasta colpita da fatti di cronaca che come al solito mi hanno fatto riflettere.
Non ci si può fidare neanche dei propri cari? Si sa che spesso si dice “parenti serpenti“. Ma questa battutina dovrebbe far ridere e non trovare un riscontro così forte e drammatico nella realtà. Certo a tutte noi sarà capitato di dover discutere anche pesantemente con un membro della famiglia, di trovarci in disaccordo o essere delusi da qualche parente stretto. Ci sarà capitato di subire intromissione, da parte di una o dell’altra zia; ma se nella maggior parte dei casi si risolve tutto intorno ad una bella tavolata imbandita di ogni cosa e con una pacca sulle spalle, in altri casi spesso si sfiora la tragedia.
Penso che in queste occasioni ci si trovi in situazioni delicate a tratti drammatiche e ci si senta smarriti perché pare che il nemico sia proprio li nel luogo in cui dovremmo sentirci più protetti: la casa, la famiglia. Uomini che picchiano le loro mogli e i loro figli o che peggio abusano di loro, mamme che li maltrattano…in alcuni casi si arriva al peggio.
Ma come è possibile tutto ciò? Cosa scatta nella mente di qualcuno per arrivare a tanto? Sono domande che ogni volta che sentiamo un fatto di cronaca di una certa rilevanza si insinuano nella nostra mente e ovviamente non riusciamo a dare una risposta razionale, perché ci sembra tutto così ingiusto e assurdo. L’unica cosa che ci riesce di fare è provare rabbia e allo stesso tempo commuoverci. Per questo mi convinco sempre di più che chiunque di fronte ai primi campanelli di allarme di situazione ambigue, poco chiare non dovrebbe assolutamente far finta di nulla, ma prendere subito in mano la situazione. Non può esistere complicità di alcun tipo in certe cose e anche se si è interessati in prima persona e si vuole bene a qualcuno bisogna avere la forza e il coraggio di denunciare certi accadimenti; soltanto così anche se a rilento e un po’ ammaccati si potrà riprendere a vivere con più serenità.
Questa come al solito è una cosa che tocca di più le donne, siamo noi infatti quelle più esposte alla violenza, all’aggressività di qualcuno e spesso la miccia che innesca tutta questa cattiveria è davvero insignificante eppure può far cadere la vita di una donna all’inferno. Siamo noi, infatti, che siamo sempre più spesso a rischio e minacciate sia dall’ambiente esterno e quindi da estranei in cui possiamo imbatterci tutti i giorni in metropolitana, per strada, ovunque e in casa soprattutto, dove l’orrore si consuma in silenzio, continuamente e senza ritegno, lontano dagli occhi di altri. Per questo dico che non ha senso e non vale assolutamente la pena “coprire” o giustificare qualcuno che ci fa del male, anche dovesse essere il nostro parente più stretto. Le donne che denunciano alcune cose poi, dovrebbe sentirsi più considerate e protette, ma spesso questo non accade e quindi si preferisce continuare a subire.
Molte cose in questa società e in ambito giudiziario dovrebbero cambiare. Nessuna donna merita di vivere in uno stato di continua agitazione e soprusi e spero che qualcuno disposto ad aiutarci lo troveremo sempre.
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La rubrica del lunedì a cura di Francesca Fancello
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Scritto il 18.10.2010 in Rubrica "A tu per tu" - TAG: rubrica femminile