Di Simonetta Mastropasqua
Disponibile, gentile e pungente. Giovanni Veronesi torna dopo un anno al Liceo Classico “V.Lanza” di Foggia per tenere una conferenza e discutere del suo nuovo film “Genitori e figli: agitare bene prima dell’uso”. Il regista ha inserito nella sceneggiatura alcune frasi tratte dai temi di due alunne del Liceo, Eleonora Delli Carri e Fabrizia Fania e in questa occasione, il nostro Magazine lo ha intervistato per voi.
La società giovanile che lei ha rappresentato è frutto di una conoscenza diretta o della mediazione di terzi?
Ho avuto bisogno di ragazzi che come Nina raccontassero le proprie esperienze. Non pensavo che i giovani fossero così ironici, credevo si prendessero un po’ più sul serio.
Ho sentito un’intervista in cui lei parlava dell’uso che ha fatto delle parolacce nel film. Mi aspettavo che ce ne fossero, però perché così tante?
Secondo me gli adulti e i ragazzi oggi parlano la stessa lingua, perché la generazione dei 45enni è cresciuta con un’ alterazione di tutti i valori, anche educativi, del linguaggio.
Nel film si parla del “Grande Fratello” e molti sono d’accordo con quel che dice il personaggio interpretato da Michele Placido. Qualche tempo fa in TV è andata in onda un’intervista doppia tra un partecipante del GF e un ricercatore, stessa età, il primo con la licenza di terza media e l’altro con la laurea conseguita con il massimo dei voti. Il primo guadagna 12000 euro al mese l’altro 1000. Non crede che un ragazzo che frequenta il liceo con buoni risultati guardando la TV possa pensare “perché mi affatico così tanto”?
Questo pensiero è lecito in una società che fa capire che la cosa più importante sono i soldi ma, le generazioni più giovani, dovrebbero dimostrare che quello che importa
non è il denaro ma è come e con che mentalità si vive. Dovremmo pensare che avere una macchina è più che sufficiente perché ci sono delle alternative, come i mezzi pubblici. Se per comprare cose superflue si fanno debiti e per onorarli bisogna guadagnare, ecco che i soldi diventano la cosa più importante e allora il “Grande Fratello” ti permette in breve tempo di guadagnare tanto e poter acquistare il superfluo che sembra indispensabile. Il consumismo fine a se stesso ha portato a sottovalutare, e in alcuni casi a dimenticare, valori come la cultura e il rispetto degli altri.
Un adolescente, diventando più consapevole della società che lo circonda, non riesce più ad avere sogni o alte aspirazioni perché si rende conto che è quasi impossibile concretizzarle.
Se l’avessi fatta io quell’intervista doppia avrei ridicolizzato quello che guadagna 13000 euro al mese solo perché ha partecipato ad un reality. Ritengo che la dignità data dal lavoro, dal sacrificio, dal lottare per le proprie idee valga molto di più. Ho pena per chi fa sfoggio d’ignoranza per soldi, anzi se il denaro è il fine supremo allora occorre dire che c’è chi guadagna ancora di più dei concorrenti del GF, basta fare una rapina in banca.
Tanti giovani vedono il loro futuro fuori dall’Italia perché all’estero si è più gratificati e meglio retribuiti.
È una soluzione andarsene però non è la soluzione della vita. Può andare bene per un periodo perché poi la maggior parte delle persone che vanno via non aspettano altro che il momento del ritorno. Tutto sommato vivere dove si è nati, dove si hanno gli affetti più cari, è sempre meglio che vivere lontano.
Qual è la differenza tra Giovanni Veronesi sedicenne e un sedicenne di oggi?
Internet, una cosa che io non avevo. Per sapere quello che sapete voi con un click dovevo andare in una biblioteca, aprire un libro e leggermelo tutto, voi cliccate quello che più vi interessa e vi arriva un resoconto dettagliatissimo. Questa è la grande differenza tra me sedicenne e voi. E’ la grande libertà di poter accedere al mondo, una grande opportunità da sfruttare bene.
Guardando il film ho avuto la sensazione che le storie narrate non avessero un finale
Si, perché la famiglia che fa quel bagno nelle ceneri della nonna, non si rimetterà insieme, però avrà vissuto qualcosa di veramente importante e quel momento li unirà per sempre più di quanto lo fossero mai stati . Ci sono dei momenti nella vita che ti uniscono alle persone anche se non sei più abituato a vivere con loro. Non è detto che se due si sposano si amino, infatti, magari poco dopo, si separeranno perché si renderanno conto di non essere davvero fatti l’uno per l’altra. Questo non vuol dire che in una famiglia di separati non si possano raggiungere punti di unione così forti, come succede ai protagonisti del film, perché quel che conta non è la famiglia ma l’anima.
Scritto il 25.03.2010 in Cinema & Tv - TAG: intervista